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La Progettazione Partecipata delle Tecnologie Digitali

23 febbraio 2018@16:00-19:00

Nell’ambito del progetto “Scuola Critica del digitale” CRS (Centro per la Riforma dello Stato) e FIOM di Roma e del Lazio organizzano il seminario:

La Progettazione Partecipata delle Tecnologie Digitali
con Vincenzo D’Andrea e Francesco Garibaldo

Una introduzione alla partecipazione nell’epoca del capitalismo delle piattaforme: tra omologazione ed emancipazione Accanto e insieme ad una critica rigorosa e informata dei principali attuali utilizzi del digitale, che è stata sviluppata nei precedenti incontri della Scuola critica del digitale promossa dal CRS, è emerso l’interesse ad analizzare la possibilità di utilizzare le tecnologie digitali per applicazioni/piattaforme socialmente utili e possibilmente prive degli elementi negativi che caratterizzano le grandi piattaforme sociali oggi egemoni.
Questa possibilità di realizzazioni “alternative” si basa generalmente su una diversa caratterizzazione degli utenti, delle finalità, delle regole d’uso, e delle tecnologie in gioco (come per esempio l’uso di software libero ed a codice aperto). Tuttavia questo non è sufficiente senza entrare nel merito delle modalità di progettazione e realizzazione, cercando di garantire la coerenza tra le caratteristiche degli strumenti realizzati e gli obiettivi del loro utilizzo.
E’ qui che entra in gioco la “progettazione partecipata”, un corpus di metodi, strumenti e pratiche che viene da lontano, che si è nel tempo aggiornata seguendo l’evoluzione della tecnologia digitale e dei suoi utilizzi, e che ha incontrato recentemente un rinnovato interesse non solo tra chi si occupa della progettazione di tecnologie di interesse sociale, ma anche, significativamente, tra chi, nel sindacato, cerca forme di contrasto e di contrattazione adeguate alle caratteristiche della produzione nel capitalismo digitale.
Più forte e socialmente diffusa è la critica verso il digitale “attuale”, più necessaria e urgente è la riflessione se e, soprattutto, come sia possibile un digitale a sostegno di una diversa organizzazione della società, dell’economia e della politica. Nel seminario discuteremo possibilità e limiti della partecipazione in questo contesto, dando anche qualche indicazione di come attuare un processo partecipato in ambito tecnologico.

Indice degli argomenti
– Da dove viene la Progettazione Partecipata
– Progettare “Per” gli utilizzatori o “Con” gli utilizzatori
– Tipologie di utilizzatori
– Forme della partecipazione: quale potere hanno gli utilizzatori
– Perché progettare con la partecipazione degli utilizzatori
– Etica e partecipazione
– Progettare per il bene comune
– Partecipazione ed emancipazione
– Quali sono i “risultati” di un processo partecipato

Vincenzo D’Andrea. (Università di Trento)
Si occupa di progettazione partecipata da una quindicina d’anni, attivo anche nei comitati organizzatori della conferenza internazionale di riferimento. Tecnologo di formazione, ha da sempre un approccio interdisciplinare che si intreccia con diverse discipline. in particolare con la sociologia che affronta lo studio dei fenomeni tecnologici. Questo approccio si riflette nella sua attività di ricerca ed insegnamento universitario.
Pur essendo professionalmente immerso nell’uso delle tecnologie, non dimentica che in molte iniziative di cosiddetta innovazione la vera pratica innovativa sarebbe la riduzione piuttosto che l’incremento di tecnologia.

Francesco Garibaldo. (Fondazione Sabattini)
Ha partecipato sin dall’inizio alla rete europea di ricercatori che si formò alla fine degli anni 80 intorno al progetto “Assessment of prospects of antropocentric production systems in Europe”.
Questi ricercatori condividevano alcune convinzioni e metodologie che ruotavano attorno ai concetti della sociotecnica e della possibilità di costruire sistemi produttivi a partire dalle necessità e aspirazioni dei lavoratori, sia come individui che come classe sociale.
Ha avuto modo nei primi anni novanta di entrare in contatto con la scuola scandinava nelle sue diverse versioni ed è tuttora nell’international advisory board dell’International Journal of Action Research.
In questo modo ha conosciuto Pelle Ehn del cui libro “Work oriented design of computer artifacts” ha organizzato la traduzione italiana.
In quegli stessi anni ha avuto l’occasione di partecipare alla grande convention australiana dei sindacati organizzata da Fred Emery per illustrare le metodologie di ricerca azione raggruppate sotto la voce “search conference” (conferenze di ricerca).
Sulla base di queste esperienze, assieme a Rebecchi, ha sviluppato una metodologia di progettazione partecipata basata sui gruppi di discussione, di origine Bioniana, che sono strumenti conoscitivi e sulle conferenze di ricerca che sono strumenti di progettazione partecipata. Questa metodologia è stata utilizzata varie volte in Italia durante la vita dell’Istituto Per il Lavoro (IPL) della Regione Emilia-Romagna.

 

Dettagli

Data:
23 febbraio 2018
Ora:
16:00-19:00

Organizzatore

Fiom Roma e Lazio

Luogo

Sala Fredda
Via Buonarroti 12
Roma, Italia
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